Bambina di 16 mesi viene guarita attraverso la Cena del Signore

Bambina di 16 mesi viene guarita attraverso la Cena del Signore

La mia bambina di 16 mesi, Joy, stava avendo la febbre e il naso gocciolante da una settimana. In quel tempo, la portai dal pediatra molte volte, ma le medicine che mi aveva dato non funzionarono. Quando iniziò a stare peggio e a vomitare la portammo in ospedale e la ricoverarono immediatamente. La diagnosi iniziale dei dottori era un’influenza gastrica e un’infezione polmonare. Dopo la cambiarono in insufficienza epatica.

Nel nostro smarrimento, ci dissero che il suo fegato stava peggiorando tanto rapidamente che aveva solo il 20% delle possibilità di sopravvivere. Raccomandavano un trapianto di fegato, ma anche con quello le sue possibilità di sopravvivere erano solo al 30%.

La notizia ci scioccò. Solo una settimana prima era tutto rosa. Ora tutto il mio mondo si sbriciolava. Il pensiero di perdere mia figlia rese futile tutto ciò che sembrava importante prima. Le mie preoccupazioni per non essere al lavoro divennero irrilevanti. Il senso di colpa ed il rammarico mi assalirono nel ricordo dei momenti felici passati insieme e nella considerazione di quanto fossero pochi a causa dei nostri impegni.

Nel mezzo di quell’agitazione decisi di chiamare un amico della New Creation Church per chiedergli di pregare anche se a quel tempo non ero cristiana. Fece venire un pastore a pregare per noi. Quel giorno, il 5 Marzo 2004, il Pastore Mark mi guidò alla preghiera di salvezza. Lui e la sua assistente, Christina, pregarono quindi per Joy. Dopo, prendemmo la Cena del Signore e proclamarono che per il corpo spezzato di Gesù la piccola Joy sarebbe stata guarita.

La speranza crebbe nel mio cuore quel giorno per la prima volta e sentii un calore confortante che mi avvolgeva. Ebbi una visione di me che portavo Joy in chiesa e mi colpì un fugace pensiero – Joy sarebbe stata guarita e avremmo proclamato questa testimonianza al mondo intero. Non ho condiviso questo pensiero con nessuno, neanche con mio marito. Non volevo che le loro speranze andassero troppo in alto. Ma sentii che potevo gettare le mie preoccupazioni su Dio.

Ma la vista della mia piccola bambina con aghi e tubi di ogni dimensione attaccati in ogni parte del suo corpo era straziante. Non potevo sopportare di vedere le infermiere tentare di trovare nuove vene in cui inserire gli aghi. Dovettero utilizzare anche le vene nelle ascelle ed aprirono un piccolo foro vicino al suo stomaco per introdurre un tubo.
In passato, tutto ciò che avrei potuto fare era stare lì attorno senza poter fare nulla. Ma ora potevo pregare. E ho scoperto che pregare non era difficile. Era un naturale e sincero grido al mio Padre celeste.

Inizialmente implorai Dio di ridarmi Joy. Gli dissi di prendere la mia vita invece della sua. Volevo disperatamente un miracolo, non sapevo come pregare. Grazie a Dio non rispose alla mia preghiera. Invece, Dio mandò Christina ad insegnarmi come pregare. Con lei vidi che Dio amava la mia bambina molto più di quanto potessi fare io. Realizzai che non dovevo rinunciare a nulla per la sua guarigione dato che Gesù aveva dato la Sua stessa vita per acquistare questa sua guarigione.

Christina mi disse di dichiarare questo beneficio di guarigione dalla Sua opera perfetta sulla croce. Mi disse che ogni resoconto negativo riguardo a Joy era solo temporaneo, ma ciò che ha fatto Gesù è permanente. Iniziai a dichiarare il Salmo 91 su Joy ed iniziai a ringraziare fermamente Dio per tutti i piani che aveva in serbo per lei. Fui molto incoraggiata quando un mio collega, che faceva anche parte della New Creation Church, venne e proclamò su Joy un verso dal Salmo 118: “Tu non morirai, ma vivrai e racconterai le opere dell’Eterno”.

Sabato, le condizioni di Joy peggiorarono. I dottori ci spiegarono che il suo fegato si stava rovinando al punto che solo un trapianto l’avrebbe potuta salvare. Mio marito, mia sorella ed io ci siamo offerti come donatori. Ci dissero di andare a casa per riposare perché dovevano farci delle analisi il giorno successivo per il trapianto.

Ma il riposo che speravamo di avere non venne mai perché nostra figlia più grande, Victoria, che aveva due anni e mezzo iniziò ad avere gli stessi sintomi di Joy. Si alzò alle tre di notte con febbre alta e vomito. Pregai, ma decisi di portarla in ospedale per un controllo.

Alle 6:45 circa di domenica, dopo che il dottore ci confermò che Victoria stava bene, mi mostrò l’ultimo risultato delle analisi di Joy. Questo dottore molto scrupoloso mi spiegò pagine e pagine di cattive notizie, e mi disse che era necessario un trapianto per Joy.

Ma mentre andava avanti, rigettai ogni responso negativo nel mio cuore, in silenzio. Ricordai le parole di Christina quando mi disse che questi erano temporanei, e che mia figlia era stata già guarita.

Partecipavo alla Cena del Signore ogni giorno proclamando la guarigione per Joy. Infatti, mi ero ritagliata un piccolo angolo dell’ospedale in cui i nostri amici e la nostra famiglia ci riunivamo per lodare e pregare. Devo aver causato un po’ di trambusto, ma lo staff dell’ospedale è stato sempre gentile. Alcuni di loro erano preoccupati che fossi così esaltata da tutte quelle preghiere che quando sarebbe arrivata la brutta notizia non mi sarei riuscita a riprendere. Si sentì anche una persona dire: “Prega così tanto, pensa veramente che può succedere un miracolo?”

Ma non mi importava. Rimasi con lo sguardo fisso su Gesù. Gli chiesi di mandare i migliori dottori, infermieri ed aiutanti. Ho anche pregato che ogni goccia di farmaco fosse somministrata direttamente da Dio. Ho chiesto agli angeli di guardarla e ringraziai Dio che ogni minuto stava ricostruendo il suo fegato e le stava dando un organo nuovo di zecca.

Alle 10:30 circa, quella stessa mattina, il dottore arrivò in reparto con un brutto aspetto. Mi preparai per il peggio. Il mio cuore era di nuovo pronto a rifiutare qualunque responso negativo. Ma invece di una brutta notizia, disse che il fegato di Joy stava ringiovanendo. Disse che alla velocità con cui stava migliorando non avrebbe avuto bisogno di un trapianto. Tutta la mia famiglia era fuori di sé dalla felicità.

Dopo tutto quel combattimento mentale ed emozionale, trovavamo questa notizia troppo bella per essere vera. Mi chiesi se me lo stessero dicendo per farmi stare meglio. Mi chiesi se fosse saggio diventare così speranzosi a quel punto. Dopo tutto, solo quattro ore prima stavo leggendo quei resoconti così cupi. Chiamai Christina. Non poteva smettere di gioire ed iniziai a ringraziare Dio man mano che l’impatto della Sua opera iniziò ad affondare nel mio cuore.

Rafforzata, andai in chiesa per il servizio delle 14:00. La presenza di Dio in quel luogo era incredibile. Nel momento in cui entrai sentii l’amore di Dio investirmi. Piansi lacrime di gratitudine e di gioia. Quando raggiunsi l’ospedale dopo il servizio, il dottore arrivò con degli aggiornamenti. Ci disse che Joy stava “troppo bene per stare nella lista dei trapianti!” Più tardi, il dottore mi disse che Joy era stata “fortunata” perché lui non aveva fatto nulla di speciale per provocare un tale recupero. Sapevo che non era fortuna, e continuai a lodare e ringraziare Dio per il miracolo!

Lunedì, il giorno in cui era programmato il trapianto, invece di ulteriori procedure chirurgiche, ironicamente, assistemmo alla rimozione di ago dopo ago e tubo dopo tubo da nostra figlia. In pochi giorni fu tolta dalla terapia intensiva.

Mercoledì, i parenti di molti degli altri pazienti nell’unità pediatrica di terapia intensiva si avvicinarono a me per sapere come era successo il miracolo. Condivisi il modo in cui Dio, il Suo amore, guarì mia figlia e chiesi al Pastore Mark di pregare per i loro cari. Così andò in giro per il reparto pregando per gli ammalati. In meno di due settimane la mia piccola fu dimessa. Tutta la gloria sia a Gesù, perché Egli ha veramente rimesso gioia nella nostra vita!

- Samantha Wong

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