Conoscere e ascoltare: come sconfiggere i pericoli virtuali della società contemporanea

Conoscere e ascoltare: come sconfiggere i pericoli virtuali della società contemporanea

Social media, social network, realtà virtuali. Queste sono le parole chiave del 21° secolo.

Viviamo in una società in cui fare nuove amicizie sul web sembra essere più facile che nella vita vera, in cui ci si sente importanti in base al numero di like che riceviamo o a quanti amici abbiamo su Facebook.

Qui tutto è permesso e ognuno ha il diritto di esprimere la propria libertà come meglio crede. I tabù quindi vengono annullati, le regole eliminate e la soglia d’età per vivere particolari esperienze si è drasticamente abbassata.
Sì sa, oggigiorno gli adolescenti e anche i bambini hanno la possibilità di accedere al web liberamente, da più dispositivi, spesso senza la supervisione dei genitori.

Ed è proprio in questo modo che rischiano di incappare in pericoli – drasticamente – concreti.

Secondo gli esperti e la polizia postale, per esempio, accanto ai classici social network come Facebook, Instagram, Tinder o Twitter esistono luoghi virtuali e chat dove il rischio di venire adescati da pedofili è altissimo.

TGcom24 ha recentemente condotto un’indagine in incognito per far conoscere meglio il social network Omegle: una giornalista, fintasi minorenne, ha iniziato a chattare con le persone, anche loro anonime, che le capitavano online. Sì, perché è proprio questo il funzionamento di Omegle: come una roulette in cui tutto è basato sulle probabilità, le persone con cui chattare sono casuali. Nessuna necessità di registrarsi o di esplicitare il proprio nome, nessun numero di telefono, tutto si svolge nel pieno anonimato. Inoltre, a fine conversazione, le chat si autodistruggono. Chiunque può entrare e iniziare a chattare, data la grandissima facilità con cui si può accedere. E dietro ai profili anonimi, chissà chi si nasconde. Ciò che è emerso dall’indagine è che nella maggior parte delle conversazione si pratica il sexting: fare sesso online scambiandosi foto e video.

Insomma, si tratta di un pericolo concreto che potrebbe coinvolgere anche i nostri figli.

Ma allora, cosa possiamo fare noi genitori per proteggerli ed evitare che incorrano in dinamiche del genere? Per evitare che vengano adescati da malintenzionati?

Sicuramente la prima cosa che possiamo fare è ASCOLTARE. Ogni adolescente vive delle battaglie interiori tipiche della sua età. Noi adulti non dobbiamo spaventarci, ma piuttosto dimostrare loro di essere aperti e disponibili ad ascoltare i loro dubbi e paure, perché l’ascolto è ciò che sta alla base di un rapporto di fiducia stabile e sano.

L’obiettivo è far capire ai nostri figli che possono rivolgersi a noi in qualsiasi momento senza paura di ripercussioni da parte nostra.
Un’altra cosa fondamentale da fare è cercare di conoscere e di rimanere costantemente informati sui nuovi strumenti che usano i ragazzi, perché conoscere ci dà la possibilità di saper gestire la situazione e, nel caso, intervenire tempestivamente.

Per il resto, abbiamo fiducia che gli insegnamenti cristiani con cui educhiamo i nostri ragazzi siano come monili nel loro cuore e che lo Spirito Santo dia loro il discernimento per capire cosa è buono per la loro vita e cosa non lo è.

Eternity Scritto da Eternity

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